GINKGO BILOBA


Nome botanico: Ginkgo biloba (L.)

Gingko Biloba albero

Foglie di ginkgo biloba in autunno

Famiglia: Ginkgoaceae

Nome comune:  ginko o ginco o albero di capelvenere

Etimologia: il nome del genere “Ginkgo” deriva dal nome cinese “yin-kuo” (yin= argento e xing= albicocca) cioè “albicocca d’argento”. Questo nome è stato attribuito alla specie da Carlo Linneo nel 1771. Il nome della specie “biloba” deriva invece dal latino “bis” e “lobus”, in riferimento alla divisione in due lobi delle foglie, a forma di ventaglio.

Zona d’origine: Cina (nella quale sono stati rinvenuti fossili che risalgono all’era mesozoica) e Giappone.

Habitat: foreste di latifoglie, in terreni freschi, profondi sabbiosi e in pieno sole.

Distribuzione:Il Ginkgo biloba, con distribuzione relitta, è formalmente estinta in natura nelle sue regioni d’origine. È pertanto un vero “fossile vivente”, poiché è l’unico sopravvissuto di un antico gruppo di alberi di età precedente ai dinosauri, il cui genere, con specie molto affini all’attuale, aveva nel Giurassico e nel Cretaceo, un’areale di distribuzione molto esteso. Il ginkgo biloba è attualmente diffuso nei parchi e nei giardini di tutto il mondo. L’esemplare più antico in Italia si trova all’Orto botanico di Padova. Si presume sia stato piantato attorno al 1750. Si tratta di un individuo maschio a cui è stato innestato un ramo femmina a scopo didattico a metà 800.

Descrizione

Il Ginkgo biloba è una pianta arborea che raggiunge i 40 metri di altezza, chioma larga fino a 9 metri, piramidale nelle giovani piante e ovale negli esemplari più vecchi. Il tronco presenta rami sparsi da giovane, più fitti in età adulta, branche principali asimmetriche inclinate di 45°, legno di colore giallo. La ramificazione è monopodiale. I rami principali portano numerosi rametti più corti sui quali si inseriscono le foglie e le strutture fertili. La corteccia è liscia argentata nelle piante giovani, diventa fessurata e di colore grigiastro più scura, negli esemplari adulti.

Ginkgo Biloba foglia

Foglia bilobata

Le foglie si presentano di colore verde chiaro nella stagione vegetativa, giallo vivo in autunno; decidue, di 5-8 cm di grandezza, formate da un lungo picciolo e da un lembo a forma di ventaglio, con nervature dicotomiche che decorrono parallele e con incisioni sul margine superiore. La morfologia della foglia varia in funzione della posizione e dell’età: le foglie portate dai brachiblasti (rami più corti) hanno margine interno ondulato, quelle portate dai macroblasti (rami principali) sono spesso bilobate, le foglie delle giovani piantine sono fortemente incise. La pianta non presenta fiori ma strutture definite strobili o coni. La pianta è dioica (piante con strutture fertili maschili e femminili separate) e raggiunge la maturità sessuale soltanto dopo un lungo periodo, circa 25-30 anni, durante il quale non vi è dimorfismo tra i due sessi.

Ginkgo Biloba frutti

Frutti di Ginkgo Biloba

 Il frutto del ginkgo è una drupa di circa 2,5-3 cm di diametro con polpa di color giallo arancio che giunta a maturità è molto maleodorante. Il seme racchiuso da un involucro legnoso è lungo circa 1,5-2 cm ed è di colore beige chiaro.

Coltivazione

Specie eliofila, preferisce esposizione al sole o mezzombra e clima freddo. Cresce bene in terreni acidi e non asfittici, non è una specie particolarmente esigente. Sopporta anche temperature molto basse, fino a -35° C. È consigliabile coltivare gli individui maschi per evitare lo sgradevole odore dei frutti; tuttavia, non è facile riconoscere il sesso delle specie perché non esistono caratteri sessuali secondari evidenti.

Le piante non vanno potate, a rischio di vederne seccare i rami accorciati. Il ginkgo biloba ha una buonissima tolleranza nei confronti dell’inquinamento atmosferico e quindi assai facile adattabilità alla crescita in parchi o giardini dei centri urbani.

Propagazione

La moltiplicazione avviene per seme, per talea, per margotta o per innesto. Per seme possono nascere individui maschili o femminili e le differenze tra i sessi non si vedono finché le piante non hanno raggiunto la maturità. Attorno ai 25-30 anni fruttificano. Sono preferibili gli altri sistemi di propagazione sopradescritti per determinare in partenza il sesso della pianta. Scegliendo individui maschi non si presenterà il problema delle abbondanti fruttificazioni maleodoranti.

Irrigazione

Generalmente il Ginkgo biloba si accontenta delle piogge; nel caso di esemplari giovani o di lunghi periodi di siccità in estate è bene annaffiare il terreno ove cresce la pianta.

Concimazione

Grazie all’ottimo accrescimento e resistenza del proprio apparato radicale, la pianta non ha bisogno di particolari concimazioni, tuttavia nei primi anni di messa a dimora si può arricchire il terreno con una concimazione di origine organica autunnale.

Parassiti e malattie

La pianta è molto resistente e difficilmente viene attaccata da parassiti o da malattie.

Accostamenti in giardino

Il ginkgo biloba è molto apprezzato come albero ornamentale. Il suo caratteristico portamento lo rende infatti ideale alla coltivazione come albero isolato all’interno di giardini e parchi di medie e grandi dimensioni. La presenza di prati in prossimità della pianta esalterà notevolmente le sue caratteristiche, soprattutto in autunno quando le foglie si tingono di giallo oro.

Inoltre, ben inserito in giardino o utilizzato come esemplare isolato può donare un ottimo punto focale all’interno dell’area, al fine di creare una guida per lo sguardo. È un albero che in ogni stagione caratterizza il luogo in cui è stato messo a dimora, sia in primavera con le splendide foglie di colore verde chiaro che in inverno per la forma ed il colore del tronco. Viene inoltre utilizzato nel verde urbano con alberature oppure per creare cortine frangivento.

Descrizione di alcune cultivar interessanti di ginkgo biloba:

G. “Autumn gold”: cultivar dal portamento piramidale, eccezionale colorazione giallo–oro autunnale, non produce frutti, h. 15 m, l. 9 m.

G. “Fastigiata”: portamento colonnare, non fruttifica, h. 15 m, l. 7 m.

G. “variegata”: così chiamata perché caratterizzata da foglie verdi con variegature di colore giallo crema.

G. “Mariken”: mutazione ottenuta in Olanda nel 1995. Modestissime dimensioni, può raggiungere al massimo 1,5 m. Cresce bene anche in vaso.

G. “Mayfield”: clone maschio selezionato in Ohio alla fine del 1940, di forma stretta, interessante per il portamento, utilizzato nell’arredo urbano. Colorazione autunnale giallo vivo, h 10-15 m.

G. “Pendula”: cultivar dal portamento esteso con rami arcuati. Colorazione autunnale giallo, h. 12 m l. 15 m.

G. “Obelisk”: cultivar nana a crescita molto lenta. Raggiunge un’altezza massima di 3 m per una larghezza di 0,5 m.

G. “Princeton Sentry”: cultivar con forma fastigiata dalla struttura densa. Albero di medie dimensioni, h 11 m, con crescita lenta. Colorazione autunnale giallo brillante.

G. “Santa Cruz”: cultivar dal portamento ombrelliforme, più ampia che alta. Per essere apprezzata richiede molto spazio, h. 9 m, l. 12 m

G. “Saratoga”: cultivar con portamento eretto, arrotondato, con foglie strette, pendule, sfrangiate all’estremità.

G. “Tit”: cultivar americana di forma colonnare mossa, ideale per gli spazi piccoli, può raggiungere i 10-12 m di altezza e solo 2 m in larghezza. Colorazione autunnale giallo-oro molto intensa.

Usi e proprietà della pianta

Il ginkgo biloba viene utilizzato dall’industria farmaceutica a scopo medicinale e fitoterapico grazie alla presenza di interessanti principi attivi contenuti prevalentemente nelle sue foglie, quali terpeni, polifenoli, flavonoidi che hanno un’azione sulle funzioni cerebrovascolari, sui disturbi della memoria e sul microcircolo; i principi attivi estratti dalle foglie apportano benefici nei confronti della fragilità capillare e aiutano a contrastare le varici; rallentano i fenomeni di ossidazione e ostacolano gli effetti dello stress fisico e mentale.

Vi sono delle controindicazioni nell’associazione di preparati a base di ginkgo con medicinali che interagiscono sull’aggregazione piastrinica, fluidificando il sangue. Sono conosciuti anche utilizzi in campo cosmetico per prevenire e curare l’equilibrio idrolipidico cutaneo.

Il legno, nonostante la sua fragilità, viene usato per fabbricare mobili e arredi. Interessante dal punto di vista gastronomico la parte legnosa del seme, dopo fermentazione, viene utilizzata come cibo prelibato in Asia ed aggiunti a varie preparazioni e contorni.

 

L’utilizzo fitoterapico farmaceutico o alimurgico è indicato solo a scopo informativo, si declina ogni responsabilità sull’utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

 

Fonti principali:

http://www.kew.org/plants-fungi/Ginkgo-biloba.htm

 

 

 

 

Author: Isolalarga

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