CAMELIA


Camelia fotoNome botanico: Camellia

Famiglia: Theaceae

Nome comune: Camelia, Tsubaki (in giapponese), Cha (in cinese)

Etimologia: il nome Camelia venne dato alla pianta dal famoso botanico del XVIII secolo Linneo, dedicandolo al padre Kamel, gesuita missionario nelle Filippine

Zona d’origine: Cina meridionale, Corea, Giappone, nella fascia compresa tra i 20 ed i 30 gradi di Latitudine Nord

Habitat: la camelia cresce da 0 a 2000 m nei luoghi d’origine, in boscaglie rade, pinete, boschi collinari associata a piante d’alto fusto che creano le condizioni adatte di mezzombra-ombra e garantiscono alla pianta un riparo dalle correnti. Si sviluppa prevalentemente su suoli acidi e a volte torbosi, freschi, sciolti e ricchi di sostanza organica. Non tollera terreni calcarei e troppo argillosi, perché potrebbero dare origine a ristagni idrici. Predilige clima mite e umido, non eccessivamente caldo e siccitoso in estate.

Distribuzione in Italia: in Italia la camelia si trova soprattutto nelle zone dei laghi del Nord, in Lucchesia, nella zona dei Castelli Romani, di Velletri e Lariano, e nei pressi di Napoli e della Penisola Sorrentina.

Descrizione

Arbusto o piccolo albero sempreverde.

Le foglie, più o meno coriacee, sono di colore verde scuro e intenso da opaco a lucido, sono lanceolate o leggermente arrotondate e possono raggiungere i 15 cm di lunghezza.

La pianta di camelia ha un portamento che varia a seconda della specie e può essere arbustivo o arboreo di piccola dimensione. Può anche superare i 10 m di altezza.

Camelia  japonica I rami possono essere più o meno rigidi o flessuosi come quelli delle Camelie Sasanqua che sopportano abbondanti nevicate. Anche i fiori variano a seconda della cultivar per forma e grandezza (da miniatura a 15 cm di larghezza). Il colore varia dal bianco al rosso più profondo, attraverso tutte le tonalità del rosa e delle loro possibili mescolanze e variegature.

Le forme dei fiori possono essere: Semplice, Semidoppia, Anemoneforme, Rosiforme, Peoniforme, Doppia Perfetta Imbricata. Oltre alla bellezza dei fiori, elevato è anche il valore ornamentale del fogliame e l’eleganza del portamento, risultando di grande fascino durante tutto l’anno. Molto bello è anche il colore delle nuove foglie che varia dal verde pisello al bronzo chiaro di alcune cultivar. Decorativi anche i frutti delle cultivar che producono semi.

Breve storia e curiosità

L’arrivo in Italia della prima Camelia (dall’Inghilterra) pare corrisponda all’anno 1786, al giardino inglese della Reggia di Caserta. Quella pianta esiste ancora e dovrebbe essere la più vecchia in Europa. Da Caserta si diffuse in tutta Italia (dapprima nei giardini dei nobili) trovando clima ed ambienti adatti e la passione di moltissimi amatori che moltiplicarono all’infinito le varietà e crearono innumerevoli nuove cultivar diffondendole in tutta Europa. A Milano, all’inizio del 1800 il dott. Luigi Sacco (medico famoso) ha ottenuto e curato una collezione di ben 12000 camelie, molte delle quali create da lui stesso. A Chiaverano (località Remondenca) in provincia di Torino esiste ad esempio, un esemplare secolare arrivato dalla sua produzione, la “Sacco Rosea”

La camelia ebbe grande diffusione (ancora oggi) in Toscana, Lombardia (grandi laghi) e Liguria (genovesato). Raggiunse il suo apogeo alla fine del 1800, poi ci fu una diminuzione di interesse, passando un po’ di moda (soprattutto per l’assenza di profumo), infatti per tutta la prima metà del ’900 le camelie furono identificate solo più in base al colore e alla forma del fiore, senza apprezzare le innumerevoli e diverse varietà.

Per fortuna nel 1965 in Lombardia, per iniziativa dell’ing. Antonio Sevesi, con un gruppo di studiosi ed esperti floricultori, nacque la Società Italiana della Camelia (S.I.C.) che si dedicò ad un lungo lavoro di riscoperta e rivalorizzazione di queste piante.

La S.I.C. è attualmente presieduta dal dott. Andrea Corneo che, con la dott.ssa Dora Remotti di Chiaverano e sotto la direzione della dott.ssa Elena Accati dell’Università di Torino ha pubblicato il libro “Camelie dell’800 nel Verbano”. La S.I.C. collabora inoltre con International Camellia Society e pubblica in Italia il Notiziario della Camelia giunto al suo 37esimo anno. Questo fiore fu inoltre celebrato nel famoso romanzo di Alexandre Dumas figlio, “La signora delle camelie”, dedicato ad una giovane cortigiana. Da questo romanzo nacque un dramma teatrale che ebbe un successo straordinario. Poco tempo dopo (1853) Giuseppe Verdi la immortalò nella sua grande opera, La Traviata.

 

Coltivazione della Camelia

Camelia coiltivazioneLa camelia può essere messa a dimora da metà ottobre a metà novembre, oppure a fine inverno-inizio primavera. Essendo una pianta acidofila, richiede un terreno con un PH tra 5.5 e 6.5, di media compattezza, permeabile e contenente sostanza organica. L‘esposizione deve essere a mezzombra, mai in pieno sole (soprattutto al mattino e a mezzogiorno). Consigliabile la dimora in posti riparati dal vento. Sopporta bene il freddo (sino a -15 gradi centigradi), ma non le brusche escursioni termiche, soprattutto i boccioli ed i fiori.

Potatura delle camelie

Per quanto riguarda la potatura della camelia è bene attenersi ai seguenti suggerimenti:

1) Intervenire solo per regolare la chioma praticando leggeri tagli di sfoltimento;

2) Ridurre l’altezza di piante adulte troppo alte, intervenendo nella parte alta della chioma;

3) Sfoltire chiome troppo folte eliminando alcuni rami centrali;

4) Eliminare rami irregolari o sporgenti;

5) Rinnovare piante troppo vecchie e deperite con interventi drastici per rinnovare la vegetazione.

 

Propagazione

La propagazione della camelia può essere eseguita per seme, innesto, talea e margotta.

Seme: si ottiene una pianta diversa dalla madre che fiorirà solo dopo 5/6 anni. La nuova pianta potrebbe avere un fiore interessante, in caso contrario si può usare come portainnesto o come arbusto per siepi.

Raccogliere le capsule che contengono i semi, quando cominciano ad aprirsi, metterle in un cestello e riporlo in ambiente riparato. Dopo 12-24 ore le capsule si apriranno liberando i semi già pronti da interrare. Mettere i semi in acqua con un cucchiaio di succo di limone o di aceto, per disinfettarli. Preparare un composto di sabbia e terriccio acido in parti uguali, in una cassetta ed interrare i semi ad una profondità di 3-4 cm mantenendo il terreno umido ed a una temperatura di 15-18 °C. Coprire la cassetta con un foglio di plastica trasparente.

Talea: da metà giugno a metà luglio, raccogliere rami nuovi appena lignificati, di lunghezza 5-10 cm. Sui rametti, lasciare solo 2-3 foglie e decorticare per 1-2 cm la parte basale. Interrare per una profondità di 3-4 cm in terriccio (torba e sabbia) pressando bene. Mantenere il terriccio leggermente umido e coprirlo con un foglio di cellophane.

Margotta: la margotta si prepara in marzo-aprile o comunque a fine fioritura. Scegliere rami vigorosi e diritti. A 30-40 cm dalla punta asportare un anello di corteccia alto 1 cm. Sotto questo anello stringere al ramo un filo metallico plastificato. Avvolgere la zona con muschio sbriciolato e bagnato con acqua e chiuderlo con un foglio di plastica nera morbido, formando un involucro a forma di palla, chiuso alle due estremità e al centro con nastro adesivo da esterno. In autunno accertarsi se è avvenuta l’emissione delle radici, tagliare quindi il ramo, togliere delicatamente l’involucro di plastica e invasare in terriccio di torba e foglie decomposte (in parti uguali).

Innesto: come portainnesto usare piantine nate da seme con diametro di 1 cm Prelevare la marza da una pianta vigorosa, lasciandole solo 2-3 gemme. Innestare a spacco.

Irrigazione

Il terreno va mantenuto fresco e leggermente umido, soprattutto per le piante giovani. Innaffiare al mattino presto o al calar del sole. Non spruzzare le foglie!

Le piante adulte non necessitano di sistematiche annaffiature, se non di soccorso in caso di siccità prolungate.

Concimazione

Alla messa a dimora mischiare al terreno, terriccio stagionato o terra di bosco di castagno. Prima dell’inverno spargere lo stesso terriccio sul terreno sotto la chioma insieme a dello stallatico maturo. Questa pacciamatura arricchisce il terreno e protegge dal gelo. La camelia sa comunque riutilizzare da sola le foglie cadute dalla muta annuale ed il tappeto di petali che si forma alla sfioritura nel sottochioma, trasformandole in fertilizzante.

Parassiti e malattie

Le camelie sono piante robuste e quindi resistenti alle malattie ed agli attacchi dei più comuni insetti. Si possono raramente verificare malattie fungine di vario genere che provocano macchie e macchioline scure, nel caso intervenire con funghicidi acuprici, cioè senza rame, anche nel sottochioma. Evitare ristagni d’acqua.

Nelle estati calde e umide possono verificarsi attacchi di cocciniglie con conseguente fumaggine, in questo caso intervenire con irrorazione di shampoo neutro diluito, a scopo detergente.

Attacchi di afidi su germogli giovani, si possono debellare con prodotti naturali adatti, nel caso in cui l’infestazione sia particolarmente estesa si possono utilizzare specifici aficidi.

Per la cocciniglia cotonosa, usare prodotti specifici a base di olio bianco.

L’oziorrinco è un insetto che provoca danni alle foglie rosicchiandone i bordi, è di difficile eliminazione. Vive nel terreno ed esce di notte. Anche le larve danneggiano le giovani radici, si può intervenire con un prodotto contenente la larva di un nematode predatore, l‘Hetereorhaditis Megidis esistente in commercio.

Accostamenti in giardino

La camelia si può usare come esemplare singolo, elegante e bello tutto l’anno, o creare gruppi o boschetti, accostando però piante della stessa specie e con fiori della stessa forma ma di colore diverso e che abbiano la fioritura contemporanea. Si possono creare anche siepi, a danno però del fascino della pianta singola.

Si possono accostare camelie ad altre piante acidofile creando gruppi con le stesse esigenze di terreno, azalee, rododendri, choysia, skimmia, kalmia, eriche etc etc.

È possibile coltivare la camelia in vaso avendo cura però che lo stesso non riceva i raggi diretti del sole. Rinvasare ogni 2-3 anni riducendo leggermente chioma e apparato radicale e aumentando di alcuni cm il diametro del vaso. Composto per il vaso: torba (3 parti), terra da giardino (2 parti) e sabbia (1 parte).

Descrizione di alcune cultivar interessanti

Le specie più interessanti sono:

Camelia Japonica, Camelia Reticulata, Camelia Sasanqua e loro ibridi.

-Camelia Japonica, le cultivar sono migliaia, ne elenchiamo solo alcune con diverse tipologie di fiore.

Adholpe Audusson: fiore grande rosso, semidoppio

Betty Sheffield Supreme: fiore peoniforme bianco bordato di rosso

Bonomiana: fiore doppio imbricato, bianco striato di rosa

Coronation: fiore grandissimo semidoppio bianco

Debutante: fiore peoniforme rosa luminoso e grande

Desire: fiore imbricato rosa pallido con bordo più scuro

Drama Girl:  fiore grandissimo semidoppio rosa salmone

Elegans, Elegans Champagne, Elegans Splendor, Elegans Supreme: splendido fiore anemoneforme con tonalità dallo champagne al rosa scuro

General Coletti: fiore rosiforme doppio, rosso vivo con macchie bianche

Hagoromo: fiore elegantissimo semidoppio rosa incarnato

Haway: fiore peoniforme rosa delicato, petali fimbriati

Margaret Davis: fiore medio peoniforme bianco crema, bordato di rosso porpora

Mathotiana: fiore grande doppio perfetto, rosso fuoco

Nuccio’s cameo, Nuccio’s Carousel, Nuccio’s Gem, Nuccio’s Jewel, Nuccio’s Pearl: stupende varietà americane di diverso colore e forme

Oki-No-Nami: (onde dell’oceano) fiore semidoppio perfetto rosa con bordo bianco con striature rosse, stupendo

Rubescens Major: fiore grande doppio, rosa intenso, elegante

Sawada’s Dream: fiore imbricato bianco, ombreggiato rosa

Tomorrow’s Dawn: fiore peoniforme rosa ombreggiato di bianco

-Camelia J.Higo: sono varietà ottenute solo in Giappone. Presentano un vistoso gruppo di stami dorati e corona di pochi petali. Erano i fiori prediletti dai Samurai

Alcune cultivar

Azuma-Nishiki: fiore bianco striato di rosso

Hino Maru: fiore rosso

Hiodoshi: fiore scarlatto con filamenti bianchi

Goshozakura: fiore rosa

-Camelia reticulata: specie non ancora molto conosciuta essendo di recente introduzione. Ha uno sviluppo più vigoroso, anche a piccolo albero. La foglia ha nervature ben marcate e disposte a rete, da qui il nome reticulata.

Petali ondulati o crespi. Fioritura spettacolare. Può stare al sole.

Alcune cultivar

Arcadia: fiore grandissimo rosa salmone, semidoppio

Black Lace: (ibrido) fiore imbricato perfetto, rosso scuro/nero

Captain Rawes: la prima camelia reticulata importata dalla Cina, fiore enorme semidoppio rosso carminio

Dr.Clifford Park’s: fiore grande peoniforme rosso arancio

Dr. Luigi Polizzi: fiore medio semidoppio rosa orchidea, vaporoso

Inspiration: (ibrido) fiore medio semidoppio rosa carico

Nuccio’s Ruby: fiore molto grande semidoppio, rosso scuro

Red Crystal: fiore grandissimo semplice (7 petali enormi con effetto vetro in controluce) rosso scarlatto

Valentine day: fiore molto grande doppio perfetto, rosa salmone

White Retic: fiore grande semidoppio bianco con sottopetali rosa

-Camelia Sasanqua: camelia invernale, di recente introduzione. Fiorisce a partire da fine ottobre sino a marzo, a seconda della varietà. Sopporta freddo, vento e neve. Ha un portamento elegante con rami flessuosi e leggeri, foglie piccole, fiori in genere semplici ma anche semidoppi o peoniformi.

Alcune cultivar:

Beatrice Emily: fiore medio, anemoneforme, semidoppio, bianco con sottopetali rossi

Cleopatra: fiore semidoppio rosa o bianco

Mine-No-Yuki: fiore grande peoniforme, bianco puro

Navajo: fiore semidoppio rosa e rosso brillante

Rainbow: fiore grande semplice bianco bordato di rosa

Hiryu: fiore semplice rosso intenso

Usi e proprietà della pianta

La camelia sinensis, nota più comunemente come Camelia del tè, è utilizzata in Oriente sin dall’antichità come pianta per la salute da cui si ricava il rinomato tè verde. La parte della pianta utilizzata per produrre questa bevanda sono le giovani foglie che dopo la raccolta vengono trattate in diverso modo per ottenere varie tipologie di tè.

Anche i luoghi d’origine caratterizzano il sapore e l’aroma della bevanda finale, tanto che alcuni tè, provenienti da aree circoscritte in zone particolarmente adatte alla coltivazione di questa pianta sono molto pregiati e rari.

Il tè verde ha proprietà antiossidanti, dovute alla presenza di flavonoidi e in particolare delle catechine. infatti aiuta a combattere i radicali liberi. È stato riscontrato che, nelle zone asiatiche dove si fa largo uso di questa bevanda, l’incidenza del cancro nella popolazione è inferiore rispetto all’Occidente.

Sarebbe consigliato consumarne una o due tazze al giorno per beneficiare delle sue virtù. Al fine di ottenere il massimo dei suoi principi attivi il tè verde va preparato con una lunga infusione, almeno 8-10 minuti. Tale infusione darà un tono più marcato al sapore della bevanda, non a tutti gradito.

Chi non può bere il tè a causa del suo contenuto di teina, può ricorrere all’antica tecnica orientale per la preparazione della bevanda, che consiste nel versare dell’acqua bollente sulle foglie secche di tè e dopo pochi secondi filtrare ed eliminare la prima infusione. La teina è la prima parte che si solubilizza nell’acqua calda. Eliminandola avremo ridotto notevolmente il suo effetto.

Al contrario, l’infusione rapida ricca di teina ha azione bronco-dilatatoria utile per attacchi di asma. Il tè verde previene inoltre le malattie cardiovascolari in quanto riduce i livelli di colesterolo LDL e di trigliceridi nel sangue, causa dell’ateroslerosi e delle malattie alle coronarie. Riduce inoltre la presenza di glucosio e di insulina nel sangue, principali cause del diabete.

 

L’utilizzo fitoterapico farmaceutico o alimurgico è indicato solo a scopo informativo, si declina ogni responsabilità sull’utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare.

 

Fonti principali:

Roger Phillips – Martyn Rix, “Gli arbusti decorativi” – Istituto Geografico DeAgostini, 1990

http://www.loder-plants.co.uk/camellias/

http://www.lovcam.org/

 

 

Author: Isolalarga

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