ASPARAGO – ASPARAGUS OFFICINALIS


Asparago Asparagus officinalis coltivazioneNome botanico: Asparagus Officinalis L.(1753)

Famiglia: Asparagaceae

Nome comune: Asparago

Etimologia: dal greco asphàragos, termine che deriva dal persiano asparag = punta, germoglio (riferito alla parte edule). L’epiteto specifico fa riferimento agli usi officinali.

Zona d’origine: Spagna, Asia Minore e Area Mediterranea

Habitat: terreni ben drenati da 0 a 800 m. slm, incolti, margini boschivi dove si può naturalizzare come specie sub-spontanea, ama terreni con struttura limo-sabbiosa in posizioni di pieno sole, tollera la mezzombra. Il terreno ideale deve avere un ph compreso tra 6 e 7,5.

Distribuzione: l’asparagus officinalis è coltivato in tutto il mondo nelle fasce climatiche adatte alle sue esigenze colturali, principalmente come ortaggio di pregio. In Italia è coltivato in quasi tutte le regioni e si può trovare naturalizzato in aree marginali. Fra le varie specie di asparagi selvatici presenti in Italia vi è l’asparagus tenuifolius, molto apprezzato per le sue proprietà e caratterizzato dal sapore più amaro rispetto alle varietà comuni.

Descrizione

L’asparagus officinalis è una pianta erbacea perenne, con fusti eretti alti sino a 160 cm molto ramificati. L’apparato radicale presenta rizoma orizzontale, strisciante con numerose radici fascicolate. Ciò che crediamo foglie di questa pianta, in realtà sono cladodi, minuti e sottili, riuniti in fascetti di 3-6 ciascuno, lunghi da 10 a 25 mm. Le vere e proprie foglie sono piccole squame, membranacee, di forma triangolare e crescono lungo gli steli. I fiori sono ermafroditi o unisessuali, campaniformi di piccole dimensioni con 6 tepali biancastri con striature verdi, collegati ai fusti da esili peduncoli incurvati.

Il frutto è una bacca sferica globosa, di colore dall’arancio al rosso e di dimensioni variabili, da 6 a 12 mm. Può contenere da 1 a 4 semi di colore nero. La parte della pianta utilizzata a scopo alimentare, come ortaggio, non è il frutto bensì il germoglio primaverile di notevoli dimensioni, detto turione che può raggiungere diametri fino a 2,5 cm circa. La pianta dell’asparago è molto longeva, può produrre turioni per molto tempo, fino a 15-20 anni.

Il suo ciclo biologico annuale è scandito dalla produzione primaverile dei nuovi germogli di consistenza tenera che fuoriescono dal terreno con l’innalzamento delle temperature (incomincia l’emissione dei turioni quando le temperature superano i 13°C). Quando l’altezza è soddisfacente, prima che la punta si apra, si possono raccogliere. La raccolta degli asparagi normalmente ha inizio verso i primi di aprile e si protrae per 50-60 giorni. Passato questo periodo è consigliabile interrompere la raccolta per consentire alla pianta di sviluppare alcuni turioni che crescendo, nel corso della stagione estiva, daranno origine a fusti molto ramificati e resistenti, che incominceranno l’elaborazione delle sostanze utili assorbite dal terreno. In questa fase estiva è molto importante effettuare una concimazione soprattutto a base di azoto.

Sui fusti adulti si svilupperanno foglie, fiori e successivamente frutti. A fine estate, inizio autunno l’apparato vegetativo erbaceo incomincia ad ingiallire e successivamente a seccarsi completamente sino alla base. Quando è completamente secco viene asportato recidendolo a pochi cm dal suolo. In questa fase le piante entrano nel riposo vegetativo invernale che durerà circa sei mesi. Dopo questa operazione, è consigliabile apportare un’abbondante concimazione organica distribuita sull’aiuola.

Coltivazione dell’Asparago

La coltivazione dell’asparagus officinalis va eseguita in aiuola permanente, in cui le piante potranno vegetare per molti anni. Un’asparagiaia ben fatta può produrre per un periodo di 15-20 anni. Nella coltivazione famigliare sarà sufficiente destinare un’area di pochi metri quadri per ottenere buoni raccolti. La produttività cambia parecchio a seconda della varietà e delle caratteristiche delle aree coltivate: va da 0,3 Kg. a 1 Kg. per pianta (circa 30 q/ha a 150 q/ha e più).

Asparago Asparagus officinalis coltivazioneL’asparago officinalis può crescere in terreni di varia natura, purché abbiano un buon drenaggio. Ama terreni sabbiosi, limo-argillosi e fertili, cresce anche discretamente bene in terreni argillosi se, al momento della messa a dimora, si provvede ad aggiungere sabbia di fiume grossolana mescolata al terreno di base in corrispondenza dell’apparato radicale e della futura ceppaia. In tali condizioni gioverà alla pianta la creazione di un’aiuola rialzata sin dall’impianto iniziale, allo scopo di drenare gli eccessi idrici nei periodi particolarmente umidi e piovosi che potrebbero generare asfissia radicale ed eventuale marciume radicale. Al fine di mantenere un’aiuola ben rialzata si consiglia di rincalzare il filare, sia in primavera prima dello sviluppo dei turioni, che in autunno dopo l’ultima concimazione, prima del riposo invernale. Il rincalzo primaverile e l’aggiunta di uno strato di pacciamatura renderà il terreno più soffice agevolando la fuoriuscita dei turioni e avrà anche la funzione di aumentare la terra al di sopra del colletto da cui si sviluppano i nuovi germogli, costringendoli a svilupparsi parzialmente sotterrati, rendendoli più chiari e teneri. Nei terreni ben drenati, parzialmente inclinati collinari o pedecollinari non è necessario creare aiuole particolarmente rialzate, in quanto la struttura stessa del terreno o la sua posizione non consentono il ristagno idrico.

La preparazione del terreno per l’asparago andrebbe effettuata in autunno, dissodando il suolo ed incorporando, se necessita, della sabbia grossolana di fiume per una profondità di 30-40 cm, ben mescolata al terreno di base, per renderlo più sciolto. Contemporaneamente verrà distribuita nello strato superficiale del suolo (10-15 cm circa) della sostanza organica ben stagionata, compost o letame meglio con 2 anni di maturazione. In questa fase viene già formata l’aiuola che in primavera sarà pronta per la messa a dimora delle nuove piante.

In commercio possiamo trovare le piante di asparagus officinalis (chiamate più comunemente zampe) a radice nuda di 1 anno già a partire dall’autunno fino all’inizio della primavera (nel nord Italia è consigliabile interrare le nuove piante a fine febbraio inizio marzo, prima della ripresa vegetativa), oppure piantine in vaso ottenute da semina eseguita a fine inverno-inizio primavera e disponibili per la messa a dimora a metà, fine primavera. Anche se più piccole, le seconde andranno in produzione nello stesso periodo delle altre. Al momento dell’acquisto delle piante a radice nuda (zampe), è opportuno valutare lo stato dell’apparato radicale.

Le piante di buona qualità dovranno essere ben idratate, turgide e non rovinate. Non ci dovranno essere tracce di muffe dovute alla mal conservazione e si dovranno intravedere in prossimità del colletto gli abbozzi delle future gemme. Ogni parte di radice rovinata va asportata. Al fine di favorire lo sviluppo vegetativo delle piante e agevolare le operazioni di gestione e raccolta, le distanze di impianto nella coltivazione dell’asparago dovranno rispettare una distanza sulla fila di 30-35 cm tra pianta e pianta, mentre le file dovranno distanziarsi l’una dall’altra di 120-150 cm.

Il numero di piante per 100 mq di coltivazione va da 250 a 300. La profondità della buca per l’impianto di zampe a radice nuda si aggira attorno ai 30 cm, mentre la larghezza attorno ai 50-60 cm, utile per distendere bene l’apparato radicale. L’apice superiore del cespo di radici, il colletto da cui germoglieranno i turioni, va sotterrato ad una profondità massima di 5-7 cm. Nella messa a dimora di nuove piantine riprodotte in vaso la buca sarà decisamente più piccola, sarà sufficiente creare un foro poco più grande della zolla di terra della pianta.

La raccolta dei turioni va eseguita recidendoli al di sotto del livello del terreno, utilizzando un coltello affilato o l’apposito utensile costituito da un’asta in metallo con una lunghezza variabile tra i 50 e 70 cm, fornita di un’impugnatura su un’estremità e di una lama ricurva a forma di sgorbia (scalpello tagliente concavo a sezione semicircolare) ben affilata sul lato opposto.

Propagazione

Asparago Asparagus officinalis semiLa propagazione dell’asparagus officinalis avviene per semina primaverile. Otteniamo migliori risultati se seminiamo l’asparago in pieno campo poiché è più facile mantenere le condizioni ideali nella fase di germogliazione, rispetto alla semina in vaso che richiede più attenzione e accuratezza nell’irrigazione. Basterà prevedere un’aiuola rialzata di almeno 15-20 cm rispetto al piano di campagna, larga 45-50 cm, sulla quale verranno disposti i semi ad una distanza sulla fila di 15 cm e ad una profondità non superiore ai 2 cm.

Dopo la nascita, sarà sufficiente mantenere l’aiuola pulita lungo il corso di tutta la stagione estiva, per evitare la competizione delle nuove pianticelle con le erbe infestanti. Si dovrà irrigare ogni qualvolta la terra risulti troppo asciutta o in presenza di forte siccità estiva. L’anno successivo, nel periodo di fine inverno inizio primavera prima che le piante germoglino, occorrerà diradarle sradicando le piantine in eccesso; sarà sufficiente mantenere una distanza di 30-35 cm sulla fila. Le piantine rimaste potranno essere interrate prolungando l’area di coltivazione. La semina in vaso di norma viene eseguita da aziende specializzate che garantiscono un prodotto finito di ottima qualità, coltivato in condizioni ideali ad un prezzo accessibilissimo e pronto per essere piantato in piena terra a metà-fine primavera.

Irrigazione

È fondamentale nella prima fase di impianto quando le pianticelle, sia piantate a radice nuda che dal vaso, non hanno ancora un apparato radicale completamente sviluppato, che, penetrando in profondità nel suolo garantisca l’autonomia idrica della pianta. Quando le piante hanno raggiunto un buono sviluppo attorno al secondo-terzo anno normalmente non necessitano più di irrigazione, beneficeranno di un perenne sub-strato di pacciamatura che oltre ad ostacolare lo sviluppo delle erbacee infestanti, fornirà nutrimento e ridurrà la disidratazione del terreno. Se l’asparago viene coltivato in terreni particolarmente siccitosi e drenati, allora sarà necessaria un’integrazione idrica nel corso della fase vegetativa.

Concimazione

Nella grande coltivazione estensiva, al fine di garantire una resa produttiva costante nel tempo, vengono eseguite concimazioni mirate, in genere stabilite in base a delle analisi dei microelementi e sostanze organiche contenute nel terreno di coltivazione. Nella piccola coltivazione, sarà sufficiente apportare sulle aiuole di coltivazione una concimazione azotata in estate e uno strato superficiale di buon letame maturo o compost in autunno, prima dell’arrivo delle gelate. Tale concimazione nel corso dell’inverno degradandosi penetrerà nel terreno sottostante fornendo nutrienti alle piante.

Parassiti e malattie

Nella coltivazione dell‘asparagus officanalis possono presentarsi dei problemi sia per la presenza di alcuni parassiti che possono danneggiare le piante che per l’insorgere di malattie fungine dovute spesso alla coltivazione in ambienti e condizioni non adatte alla specie (terreni particolarmente umidi e stagnanti). Va ricordata l’importanza degli insetti utili (antagonisti) e degli uccelli insettivori nel controllo biologico dei parassiti, sia nella grande produzione, ma soprattutto nella piccola coltivazione famigliare.

Parassiti fitofagi:

Afide dell’asparago (Brachycorynella asparagi). È un parassita che completa il suo ciclo biologico sull’apparato vegetativo delle piante. Le piante colpite dalla sua presenza avranno una riduzione nello sviluppo (nanismo), causato dalla saliva iniettata dall’afide e si presenteranno con un aspetto più fitto e cespuglioso. Tale condizione riduce notevolmente la capacità delle piante di accumulare sostanze di riserva utili per l’annata successiva, debilitandole. Gli afidi possono anche veicolare virosi. Allo scopo di difesa e controllo biologico del parassita, constatata la sua presenza, sarà fondamentale l’eliminazione dell’apparato erbaceo a fine stagione allontanando e distruggendo i fusti ormai secchi. Così facendo eliminiamo le uova svernanti. In caso di infestazioni nel periodo vegetativo, sarà necessario intervenire sull’afide possibilmente con prodotti che non danneggiano gli insetti utili suoi antagonisti (coccinella, crisopa, forbicina).

Coleottero degli asparagi, crociere (Crioceris asparagi, C. duodecimpunctata). Si tratta di un coleottero abbastanza comune nelle coltivazioni, si nutre dei turioni, compromettendone lo sviluppo. Il crociere sverna come adulto, a maggio raggiunge la vegetazione e, dopo la fecondazione, le femmine depongono le uova, compiono due deposizioni l’anno, la prima sfarfalla a luglio e la seconda a settembre. Le larve che si possono riconoscere per il colore grigio e gli adulti provocano rosure sia sui turioni giovani (es. incurvamento apicale) che sulla vegetazione adulta rodendo fusti e rami, riducendo la capacità di fotosintesi della pianta, riducendo così l’accumulo di sostanze di riserva. Nella piccola coltivazione sarà sufficiente raccogliere larve e adulti con attenzione ed eliminarli. Nella grande coltivazione sarà necessario intervenire con prodotti specifici, preferibilmente di origine naturale.

Ipopta (Parahypopta caestrum). Si tratta di un lepidottero con un ciclo biologico annuale, sverna come larva nel terreno, in primavera forma una crisalide, successivamente tra giugno e luglio sfarfallano gli adulti, dopo l’accoppiamento le femmine depongono le uova alla base dei turioni e nel terreno prospiciente. In luglio nasceranno le larve che si nutriranno di radici, gemme e turioni causando ingiallimento e disseccamento precoce delle piante. Per la difesa valgono i consigli sopra citati.

Mosca grigia dei semi (Delia platura meigen). Dittero fitofago che colpisce l’apparato ipogeo delle piante. Le pupe svernano nel terreno e in primavera fuoriescono gli adulti. Dopo che le femmine sono state fecondate, depongono le uova nuovamente nel terreno da cui avranno origine le larve. Il ciclo si compie più volte l’anno. L’attacco delle larve è facilmente riconoscibile in quanto il turione si presenta con l’aspetto ricurvo, le larve penetrano nei turioni non ancora emersi nel terreno rodendoli e scavando gallerie al loro interno

Nella piccola coltivazione è importante garantire la presenza di insetti antagonisti e uccelli insettivori in prossimità delle coltivazioni. Prevedendo siepi costituite da diverse specie vegetali si fornirà loro protezione e nascondiglio. L’aggiunta di nidi specifici favorirebbe la presenza stabile di questi utili amici, garantendo un efficace controllo biologico. Nelle coltivazioni estensive sarà opportuno intervenire nell’epoca precisa (circa 20 giorni prima della raccolta), consultando tecnici specifici allo scopo di usare i rimedi più rispettosi per l’ambiente.

Malattie crittogame (fungine):

Fusariosi (Fusarium oxysporum). Questa malattia è da considerarsi la più temibile per l’asparago. Può originare ingenti danni alla coltivazione, causati dalla morte e dal deperimento delle piante. Si distingue dalle altre malattie per il caratteristico imbrunimento dei tessuti vascolari delle radici e della base del fusto, seguiti da marcescenza. In genere si manifesta con uno scarso sviluppo della pianta che porta ad un successivo deperimento. Altri sintomi sono l’ingiallimento e il disseccamento della vegetazione. I funghi del genere Fusarium sono saprofiti, vivono normalmente nel terreno. In presenza di piante deboli, poco sviluppate e cresciute in condizioni on idonee, questi funghi possono prendere il sopravvento e diventare patogeni per la coltivazione.

Mal vinato (Helicosabidium brebissonii – sin. Rhizoctonia violacea) Questa malattia si manifesta in corrispondenza della corona, il punto in cui le gemme hanno origine sull’apparato radicale, sotto forma di escrescenze suberose color rosso vino. I sintomi dell’apparato vegetativo sono riconoscibili da uno sviluppo stentato della pianta.

Ruggine (Puccinia asparagi) I sintomi della ruggine sono evidenti solo in primavera sotto forma di macchie giallastre sferiche sia sullo stelo principale che sulle ramificazioni. Sui margini delle macchie si sviluppano gli organi di propagazione del fungo, di color arancio, da cui verranno liberate le ecidiospore che si diffonderanno su tutta l’area. Di conseguenza si verificherà un disseccamento precoce della vegetazione con riduzione della capacità della pianta di accumulare sostanze di riserva.

Stemfiliosi (Stemphylium vesicarium) È conosciuta anche come “bruciatura estiva”. Interessa tutta la parte aerea della pianta e si manifesta con disseccamenti e perdita dell’apparato fogliare. Nella fase iniziale può essere confusa con la ruggine. Nelle nuove piante si manifesta già a livello dei turioni, mentre nelle piante adulte in genere si manifesta nel mese di luglio, quando le condizioni climatiche (temperature attorno ai 20-25 °C e una buona presenza di umidità) ne favoriscono la proliferazione.

Virosi I sintomi dovuti ad attacchi virali in genere si manifestano con scarso sviluppo della pianta, clorosi, turioni scarsamente sviluppati ed appiattiti, ricurvi e spiralizzati.

Non sempre però la pianta manifesta il tipico portamento a cespuglio.

Difesa dalle principali crittogame: vanno adottate tutte le indicazioni necessarie a rispettare le esigenze biologiche della specie. È fondamentale utilizzare varietà adatte alle zone di coltivazione, interrare piante sane, evitare ogni tipo di ristagno idrico, rispettare le distanze di impianto per consentire una miglior ventilazione, evitare raccolte troppo prolungate che possono indebolire le piante, in caso di infestazione eliminare quanto prima le parti intaccate dal fungo, allontanandole e distruggendole al fine di ridurre il rischio di propagazione della malattia. Vanno fornite le giuste quantità di sostanza organica per favorire uno sviluppo vigoroso delle piante. L’utilizzo di compost ben maturo, ricco di batteri, attinomiceti, funghi, microalghe e numerosi altri microorganismi favorisce da un lato un miglior sviluppo dell’apparato radicale della pianta, dall’altro un controllo dei funghi patogeni.

Gelo tardivo: può danneggiare i germogli in maniera compromettente. Per ovviare a questo inconveniente è opportuno apportare una protezione provvisoria con paglia o foglie secche oppure rincalzando ulteriormente il filare. Come comprensibile, tali operazioni sono più facilmente gestibili nelle piccole coltivazioni.

 

Descrizione di alcune cultivar interessanti:

Asparago bianco di Cimadolmo I.G.P.: viene coltivato sui terreni sabbioso-limosi di origine alluvionale, permeabili e ben drenati, sulla riva sinistra del fiume Piave in provincia di Treviso.

Asparago verde di Altedo I.G.P.: coltivato nel Ferrarese, dal sapore raffinato e piacevolmente erbaceo è ormai assai ricercato in campo nazionale ed europeo come ingrediente portante di svariate ricette.

Asparago bianco di Verona: coltivato nell’area est e del basso veronese, area ideale per la tipologia del terreno e le condizioni climatiche. Varietà molto pregiata con produzioni limitate. Caratterizzato per delicatezza, fragranza e dolcezza.

Asparago rosa di Mezzago: gli asparagi coltivati a Mezzago hanno l’apice rosato e la rimanente parte completamente bianca. Il caratteristico colore e le peculiari qualità organolettiche, dovute alle condizioni pedoclimatiche del mezzaghese, fanno dell’Asparago Rosa di Mezzago un prodotto unico e particolarmente pregiato.

Asparago violetto di Albenga: caratteristico asparago di colore violaceo, prodotto tipico di Albenga, caratterizzato dal grosso calibro del turione dalla consistenza morbida e burrosa, senza presenza di fibrosità.

Asparago d’argenteuil: varietà molto apprezzata per i turioni di colore verde-rosato, teneri gustosi e saporiti.

Asparago di Mary Washington: forma turioni di buon calibro di colore verde con punte violette, precoce.

Usi e proprietà della pianta

Oltre alle rinomate qualità culinarie, l‘asparagus officinalis contiene molti principi attivi tra cui amminoacidi come : asparagina, arginina, colina; grassi senza colesterolo; zuccheri, flavonoidi (rutina), acidi folico, sali minerali di potassio, magnesio, manganese, fosforo e calcio, vitamine A,B.

L’asparagus officinalis viene utilizzato per le sue proprietà diuretiche e depurative contro la gotta, i calcoli renali, reumatismi e idropisia. L’estratto acquoso dei semi di asparago possiede attività antibiotica nei confronti dei bacilli Escherichia coli, Staphilococcus aurens, Candida albicans.

 

L’utilizzo fitoterapico farmaceutico o alimurgico è indicato solo a scopo informativo, si declina ogni responsabilità sull’utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare

 

Fonti principali:

Anne Lorch “Guida pratica ai microrganismi effettivi” – Tecniche Nuove, 2006

Mauro Raffaelli – Josè Maria T. – Domenech – “Botanica” – Giunti Editore, 1993

http://www.actaplantarum.org/

http://www.agr.uniba.it/poma32/Locorotondo/Sessione.VI.ortive.pdf

 

Author: Isolalarga

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