ASIMINA TRILOBA

 


AsiminaTrilobaNome botanico: Asimina Triloba

Famiglia: Annonaceae

Nome comune: Banano di montagna o Paw paw

Etimologia: il termine triloba in questo caso si riferisce al calice del fiore, composto da tre piccoli sepali di colore verde ricoperti da una pelosità brunastra.

Zona d’origine: Stati Uniti Orientali.

Habitat: L’areale in cui cresce spontaneamente è caratterizzato dalla presenza di grandi pianure alluvionali, margini di torrenti e fiumi con terreno prevalentemente limo-sabbioso, ghiaioso con una buona presenza di acqua, ma nello stesso tempo ben drenato. Le condizioni climatiche presenti nelle zone d’origine sono caratterizzate da inverni rigidi ed estati calde ma non torride.

Descrizione:

L’asimina triloba è un albero a foglia caduca di modeste dimensioni, può raggiungere un’altezza di 5-6 m, il suo portamento è ascendente, la corteccia è di colore grigio. L’Asimina triloba è una pianta molto rustica e tollera bene le temperature molto basse invernali (-20/25 gradi centigradi). Possiede grandi foglie alterne di forma lanceolata allungata e leggermente tomentose nella pagina inferiore, possono raggiungere dimensioni di 25-30 cm in lunghezza e 10-15 cm in larghezza, il loro portamento sulla pianta è pendente. In natura l’asimina triloba tende a pollonare, motivo per cui spesso si presenta in piccoli gruppi di piante.

I fiori sono ermafroditi, compaiono di norma nel mese di aprile, prima che la pianta produca le nuove foglie ed hanno una dimensione variabile tra 1,5-3 cm. Si sviluppano all’ascella delle foglie, ed hanno un portamento pendente, sono dotati di un picciolo lungo e robusto (in previsione di sostenere il frutto di grandi dimensioni).

Il fiore è a forma di campana ed è composto da 3 piccoli sepali e 6 petali ricurvi verso l’esterno, il colore varia dal rosso-bordeaux al bruno. I fiori una volta sbocciati presentano un leggerissimo odore sgradevole (putrido), adatto ad attirare gli insetti specifici alla sua impollinazione quali mosche, mosconi, insetti predatori, formiche e coleotteri.


AsiminaTrilobaIl frutto
è una grande bacca ovale allungata reniforme con un peso variabile dai 50 ai 400 grammi, è molto profumato e dall’ottimo sapore. La buccia è sottile rendendo il frutto molto delicato alla manipolazione, di colore verde chiaro che si tinge di giallo raggiunta la maturazione. La polpa è giallo-arancio, dalla consistenza burrosa simile ai frutti tropicali come il mango, la papaya e la banana. All’interno del frutto sono contenuti anche due file di grandi semi di color marrone scuro traslucidi, in numero da 3-4 sino a 8-12 semi lunghi 2-2,5 cm. Si sviluppano nel corso dell’estate, maturando gradualmente tra fine agosto e settembre. La pianta può portare frutti singoli o grappoli composti sino ad un massimo di 5 frutti. Mediamente la piante comincia a fruttificare dal terzo anno della messa a dimora.

Coltivazione Asimina Triloba:

L’Asimina Triloba predilige terreni profondi, fertili, ricchi di sostanza organica con una buona presenza di acqua ma ben drenati. Tollera abbastanza bene i terreni di consistenza argillosa a patto che non siano troppo umidi. Il PH ideale alla coltivazione è neutro o subacido (5,5-7,5). Questa pianta non ama i terreni calcarei, ma preferisce le posizioni soleggiate. Può giovare molto alla pianta, soprattutto nei primi anni di crescita, un abbondante strato di pacciamatura alla sua base. Tale apporto di materia organica (foglie secche, rametti, cortecce) oltre ad avere una funzione protettiva del primo strato del suolo e delle radici superficiali, fornirà microelementi utili alla crescita dell’albero e limiterà la disidratazione durante i periodi estivi dell’area prospiciente all’apparato radicale. Pur essendo una pianta a foglia caduca non tollera i trapianti a radice nuda, infatti il suo apparato radicale è molto delicato e si danneggia facilmente e può subire shock da disidratazione che possono compromettere l’attecchimento della pianta. Si consiglia infatti di acquistare piante in vaso evitando di disgregare o sfaldare il pane di terra in cui sono contenute le radici al momento del trapianto. Il momento migliore per mettere a dimora l’asimina triloba è a fine inverno-inizio primavera. In questo periodo la pianta inizia il risveglio vegetativo dovuto all’aumento della temperatura e il suo apparato radicale, producendo nuove radici, subirà meno lo stress del trapianto. Essendo una pianta con la tendenza a pollonare, nella coltivazione è opportuno eliminare i polloni lasciando solo il fusto principale. La pianta non necessita di potatura. L’Asimina triloba non è ancora molto commercializzata ed il suo prezzo di vendita è ancora un po’ alto rispetto alle comuni piante da frutto.

Propagazione:

Il metodo prevalentemente usato per la moltiplicazione è l’innesto. Con tale pratica possiamo garantire le caratteristiche della cultivar da cui è stato preso l’innesto. Attraverso la semina nella maggior parte dei casi otteniamo piante con caratteristiche diverse dalla pianta madre con frutti più piccoli e di sapore meno gradevole, molto più simili alla specie selvatica. Possiamo però ottenere attraverso la semina degli ottimi portainnesti da utilizzare successivamente nella propagazione per innesto. Per effettuare la semina possiamo interrare direttamente i semi appena raccolti dai frutti all’interno di vasi che verranno lasciati all’aperto per tutto l’inverno, consentendo agli stessi di sentire i rigori del freddo il quale faciliterà la nascita nella primavera successiva. Sarà opportuno tenere i vasi sufficientemente umidi o innaffiarli quando necessita oppure interrarli totalmente favorendo così l’idratazione del terriccio. Possiamo utilizzare anche il metodo della vernalizzazione che consiste nel riporre i semi appena colti all’interno di una busta di nylon contenente una miscela composta da un 50% di torba lievemente umida ed un 50% di sabbia ben amalgamati. Il tutto riposto in un freezer fino a primavera per imitare le condizioni climatiche invernali. Con l’aumento delle temperature di fine inverno possiamo mettere a dimora i semi. L’asimina triloba non si propaga per talea.

Irrigazione:

L’irrigazione della pianta è fondamentale dopo il trapianto e nei primi anni di crescita. Avendo un apparato radicale delicato è opportuno seguire l’irrigazione dopo la messa a dimora con una certa regolarità affinché il terreno risulti ben irrigato soprattutto nel periodo estivo evitando l’eccesso di acqua. Il terreno manterrà una migliore idratazione se alla base della pianta è stato distribuito un buon strato pacciamatura.

Concimazione:

Se il terreno di coltivazione rispetta le condizioni adatte alla pianta non è necessario apportare particolari concimazioni soprattutto se abbiamo la costanza di apportare materiale organico annualmente al piede della pianta con funzione pacciamante. Tale materiale disgregandosi gradualmente apporterà sostanze e microelementi utili allo sviluppo della pianta. Se vogliamo intervenire con una concimazione supplementare possiamo utilizzare del letame ben maturo (1-2 anni di maturazione) da distribuire alla base della pianta nell’area corrispondente alla larghezza della chioma. Questa operazione va eseguita nel periodo autunnale, in tal modo le sostanze nutritive penetreranno gradualmente nel terreno durante il corso dell’inverno grazie alle piogge ed all’eventuale scioglimento della neve.

Parassiti e malattie:

Grazie alle sostanze tossiche contenute in ogni parte della pianta (esclusi i frutti maturi) caratteristica tipica delle annonaceae, risulta particolarmente resistente a parassiti e malattie e non necessita di alcun trattamento.

Accostamenti in giardino:

Viste le ridotte dimensioni dell’albero, si adatta molto bene ad essere coltivato anche in spazi ridotti, il bel portamento estivo e le colorazioni intense nel periodo autunnale, sfumando dal giallo intenso all’arancio lo rendono estremamente gradevole dal punto di vista estetico. Se consideriamo poi l’elevata produzione di frutti con ottimi principi nutritivi, si può consigliarne la coltivazione anche a livello famigliare.

Descrizione di alcune cultivar interessanti:

Grazie al sapore ed al valore nutritivo del frutto dell’asimina triloba negli ultimi 40 anni sono state selezionate numerose cultivar per migliorare le qualità organolettiche e le dimensioni del frutto.

Alcune cultivar di asimina triloba :

AsiminaTriloba foglie“Davis”: fruttificazione a grappolo con pezzature variabili (60-300g). Il frutto si conserva discretamente bene. Selezionata nel 1959 da Corwin Davis.

Mango”: forte produttore. Selezionato nel 1970.

Mitchell”: pianta trovata allo stato selvatico in Illinois nel 1970.

“Overleese”: fruttificazione a grappolo, con pezzature fino a 300–350g. Selezionata da W.B. Ward negli anni ’50.

“Prima 1216”: un tempo conosciuta come “Montanari 1216″. Frutti di pezzatura variabile dai 200-250g. Ottima resistenza al freddo, autofertile. Selezionata in Italia da Domenico Montanari.

“Sunflower”: fruttificazione prevalentemente singola con pezzatura dai 200–250g, polpa color burro, buccia che ingiallisce a maturità, autofertile. Selezionata da Milo Gibson intorno agli anni ’70.

“Shenandoah”: Ibrido di Overleese con pochi semi, polpa molto soda.

Usi e proprietà della pianta:

Il frutto dell’asimina triloba si consuma fresco a completa maturazione, quando cioè il colore della buccia del frutto prende una colorazione verde giallognola e al tatto risulta morbido. Durante la raccolta il frutto va maneggiato con cura per evitare ammaccature che potrebbero ridurre i tempi di conservazione. Per consumarlo basterà tagliarlo in due con un coltello e dopo, con l’aiuto di un cucchiaino, si può assaporare la fragrante ed aromatica polpa. Questo delizioso frutto è molto ricco di principi nutritivi, fornisce circa 80 calorie per ogni 100 gr. di polpa, è ricco di vitamina C, più del doppio rispetto a quella fornita da mele pesche e uva, vitamina A e vitamine del gruppo B. Ha un apporto notevole di potassio, calcio, fosforo, magnesio, ferro, zinco e rame. Contiene proteine, fibre, carboidrati, aminoacidi e acidi grassi polinsaturi tra qui l’acido linoleico e linolenico.

Esclusa la polpa dei frutti, tutte le parti della pianta sono tossiche come buona parte delle specie appartenenti alla stessa famiglia.

 

L’utilizzo fitoterapico farmaceutico o alimurgico è indicato solo a scopo informativo, si declina ogni responsabilità sull’utilizzo a scopo curativo, estetico o alimentare

 

Fonti principali:

Desmond R.Layne, Department of Horticulture – Poole Agricultural Center – Clemson University – South Carolina (USA) “Asimina: le potenzialità di un nuovo frutto per climi temperati” Rivista di Frutticoltura – n 1, 1998

http://www.hort.purdue.edu/newcrop/proceedings1993/v2-505.html

 

Author: Isolalarga

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